| IL
LIBRO DEL SOCIO ERCOLE SECONDO
"La
Seconda guerra mondiale", racconto scritto dall'esperienza
del socio Ercole Secondo.
A casa
mia di guerra si è sempre parlato poco. E non perché
mio padre fosse avaro di ricordi, ma perché di certe
cose si parla soprattutto a tavola, e a tavola c’era
sempre nonna che era rimasta vedova giovanissima per
via del Piave che, in mezzo a migliaia di altri arditi
corsi a farsi fucilare nelle sortite dalle trincee,
si era portato via anche suo marito. Che poi era il
padre della mia mamma. Così il mio di papà taceva, per
rispetto. E quando le faccende del passato venivano
fuori, tra bombardamenti e vita da sfollati, lui sfumava
sempre proponendo un brindisi al futuro. E diceva «Noi
siamo fortunati ad esser qui». Sarà per quello che io
mi sfogavo leggendo tutto quello che trovavo sulla guerra,
sognando imprese impossibili, aerei che scendono in
picchiata, piloti con la sciarpa bianca svolazzante,
incursioni per liberare i prigionieri e altre avventure
tutte mie. Rivivo quei pomeriggi di guerra scaturiti
dalla mia fantasia di bambino leggendo una lettera che
mi ha inviato un lettore che si firma “Nonno Secondo”,
classe 1929 il quale alla sua nipotina Martina, ha dedicato
una dispensa sulla seconda guerra mondiale, estrapolandola
dai suoi “Ricordi Vissuti”. Un tipo singolare, questo
nonno, il quale premette di essere stato «graziosamente
sollecitato dalla nipotina» che frequenta la terza media,
a raccontare la storia d’Italia, e che, invece di mettersi
in poltrona con Martina accanto e aprire la valvola
della memoria, si è messo addirittura a scrivere. E
poi, non pago della fatica, ha fatto rilegare il tutto,
con tanto di d edica.
Parliamoci chiaro, nonni così non crescono sugli alberi,
ma anche ragazzine come Martina sono rare come mosche
bianche. Già perché lei, spiega nonno Secondo, gli ha
chiesto aiuto per portarsi avanti sul programma di storia
che avrebbe studiato quest’anno in terza media. Un’accoppiata
vincente quella di Secondo e di Martina che stride assai,
se me lo consentite, con la gazzarra a cui stiamo assistendo
sulla scuola, con ragazzini imberbi che alzano il pugno
scandendo slogan contro la ministra Maria Stella Gelmini
e genitori che tengono loro bordone, in nome e per conto
di un ’68 mai completamente metabolizzato. Dubito che
quei soggetti si “portino avanti” con il programma scolastico
e chiedano lumi a parenti vari sulle materie di studio.
Per loro, indipendentemente dai contenuti, la riforma
Gelmini è una vera e propria manna e giustifica tutto,
scarso rendimento in particolare. Scritto da: Beppe
Fossati - beppe.fossati@cronacaqui.it
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informazioni
www.ercolesecondo.it
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Buona Lettura
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